Alcuni anni fa Ermenelgildomaria Vissaleffi ha passato un periodo in cui era in piena crisi creativa: non riusciva più a scrivere e dipingere nulla.
Questa situazione lo logorava così tanto che aveva iniziato a bere e trattare tutti malissimo.
Giorno dopo giorno la situazione peggiorava sempre di più.
Così dopo alcuni mesi il suo migliore amico gli consigliò di fare un viaggio in giro per il mondo in sella alla sua amata moto, così da poter ritrovare sè stesso e l’ispirazione.
Per i primi mesi ha viaggiato in giro per l’Europa, dalle grandi capitali ai piccoli paesini, alla scoperta delle tradizioni culinarie.

Lui è sempre stato un gran goloso), culturali e artistiche.
Dopo aver girato l’Europa, si è diretto verso la Turchia, inconsapevole del fatto che lì avrebbe vissuto un’esperienza che avrebbe cambiato tutta la sua vita…
Ermenegildomaria Vissaleffi e la fuga
Dopo aver fatto un primo giro turistico, Ermenelgildomaria Vissaleffi decise di addentrarsi nel deserto.
Dopo svariati kilometri, in lontananza scorge la sagoma di un bambino che si sbracciava e urlava con tutte le sue forze.
Non esitò neanche per un secondo e si fermò.
Il bambino piangeva disperato e gli disse che alcuni uomini dal volto coperto lo avevano rapito, ma lui approfittando della loro distrazione era riuscito a scappare.
Erano ore che vagava in cerca di aiuto, stanco e affamato.
Ermenelgildomaria Vissaleffi subito lo fece salire in sella, per riportare Hamir a casa dai suoi genitori in Libano a Beirut.

Sarebbe dovuto passare per Israele, ma qualche metro dopo si accorse che alcuni uomini lo stavano inseguendo.
Disse al bambino di tenersi forte ed iniziò a correre per cercare di seminarli.
Ma essere in una città sconosciuta non lo aiutava, ogni volta che cercava una scorciatoia veniva raggiunto dai rapitori, che erano sempre più vicini…
Arrivati in città però riuscirono ad approfittare del caos del mercato per imboccare una stradina.
I tanti kilometri percorsi però avevano fatto esaurire la benzina, decisero quindi di fermarsi e bussare ad una porta alla ricerca di aiuto ed ospitalità…
Ermenegildomaria Vissaleffi in salvo
Nella prima casa non c’era nessuno, nella seconda casa c’era qualcuno, ma nessuno era venuto ad aprire la porta, nella terza casa c’era una vecchietta.

Questa appena vide il bambino così spaventato, gli disse subito di entrare e mettersi al riparo.
Una volta dentro preparò loro una minestra calda e gli fece fare una doccia calda.
Poi disse loro che li avrebbe ospitati per la notte.
Il giorno dopo Ermenelgildomaria Vissaleffi si svegliò all’alba e andò a piedi a prendere una tanica di benzina.
Al suo ritornò trovò Harim e la signora Soaed che facevano colazione.
Il pittore disse al bambino di prepararsi, riempì il serbatoio ed entrò dentro a ringraziare la signora.
Questa gli chiese di fare tutto il possibile per riportare il bambino a casa sua, e si incamminarono verso il Libano.
Ermenegildomaria Vissaleffi verso casa

Il viaggio fu molto lungo, ma il suo unico obiettivo era riportare Harim dai suoi genitori. Dopo ore i due arrivarono.
I genitori scoppiarono in lacrime dalla felicità.
Il bambino probabilmente era stato rapito da persone che volevano chiedere un riscatto al padre di Harim, ricco banchiere turco.
Per fortuna però il bambino era sano e salvo a casa dalla sua famiglia, che per sempre sarà grata ad Ermenelgildomaria Vissaleffi.
Da quel giorno è cambiata totalmente la vita, ha compreso il senso della vita, ha ritrovato la gioia di vivere e soprattutto l’ispirazione!
Altre informazioni su Ermenegildomaria Vissaleffi.
































