Abbiamo detto che Ermenegildomaria Vissaleffi altri non è che uno scrittore/pittore e amante dell’arte.
Non abbiamo però detto come tutto ebbe inizio.
Ermenegildomaria Vissaleffi: la timidezza
Ermenegildomaria Vissaleffi era stato un bambino curioso e vivace che amava studiare.
Ma la sua timidezza non gli permetteva di parlare in classe se interrogato.
Quella maledizione lo aveva accompagnato per tutto il suo percorso scolastico, università compresa.
Anche adesso, se ci ripensava, nonostante fossero passati ormai anni, gli veniva il volta stomaco.

Ermenegildomaria Vissaleffi non ricordava con affetto e gioia gli anni passati tra i banchi di scuola.
Veniva preso in giro e deriso dai compagni e alle medie, si aggregarono anche le professoresse.
Il suo rifugio era lo studio, studiava sempre, senza sosta.
Alle superiori era arrivato a dormire un paio d’ore a notte pur di avere tutti voti alti e rendere orgogliosi i suoi genitori.
Ermenegildomaria Vissaleffi: Amore e antichi
Da sempre, ad accompagnarlo nel suo percorso, c’era l’amore per gli antichi le loro storie e le loro tradizioni.
La mamma di Ermenegildomaria Vissaleffi gli aveva regalato le statuine degli dei egizi ma, si ruppero con il terremoto.
Per questo motivo Ermenegildomaria Vissaleffi avrebbe voluto frequentare il liceo classico.
Di contro la megera della professoressa di italiano gli aveva detto che non sarebbe mai riuscito a fare nulla nella sua vita.

Che a stento avrebbe portato a termine gli studi presso l’ipsia.
Quanto avrebbe voluto sbattere la laurea in Archeologia in faccia a quella strega frigida.
Probabilmente, però, a quest’ora le onoranze funebri si erano occupati dei rifiuti da lei lasciati, ovvero il suo corpo.
Erano passati anni ma il risentimento verso quella cosa era ancora vivo.
Ermenegildomaria Vissaleffi e i colloqui con i professori
un giorno sua madre lo accompagnò a parlare con dei professori del liceo classico.
Ermenegildomaria Vissaleffi inizio a parlare degli antichi greci e romani.
Vedendo nei suoi occhi quel luccichio tipico di chi è appassionato, i profesori gli dissero che avrebbe dovuto assolutamente iscriversi.

La professoressa di Greco che l’accolse quel giorno lo accompagnò per tutto il liceo, mostrò grande pazienza nei suoi confronti e lo fece aprire.
Fu per l’amore verso l’arte in tutte le sue forme che Ermenegildomaria Vissaleffi aveva scelto l’indirizzo d’arte.
La professoressa di storia dell’arte si credeva un Dio sceso in terra.
Celebre divenne la sua uscita “fate come dio comanda o meglio, come comando io.
Con zero umanità, era brava a spiegare, ci metteva passione.
Ermenegildomaria Vissaleffi e lo studio artistico
Più Ermenegildomaria Vissaleffi studiava storia dell’arte più gli brillavano gli occhi.
Come facevano gli scultori a dar vita al marmo?
Come faceva un pittore a raccontare la storia su tela?

Furono queste domande, fu il fatto che ovunque andasse rimanesse a bocca aperta e con il naso all’insù a guardare i monumenti, le statue e i quadri.
Ermenegildomaria Vissaleffi si appassionò alla pittura.
Voleva anche lui provare a comunicare quello che aveva entro e scrivere non gli bastava più.
Era stato il suo rifugio per anni, e continuava a esserlo ma, adesso aveva bisogno di dare una forma, un colore e un viso alle sue emozioni.
Erano troppo forti e devastanti per tenersele dentro.
Fu così che Ermenegildomaria Vissaleffi oltre a essere scrittore, divenne un pittore.
Altre informazioni su Ermenegildomaria Vissaleffi.