Per Ermenegildomaria Vissaleffi, Tokyo è la sua seconda casa.
Da quando è partito per studiare come pittore/mangaka la sua vita cambiò.
Entrando nello studio del grande maestro Echiro Oda, sotto la sua ala protettiva, era migliorato molto.
Aveva persino pubblicato un suo Manga su Shonen JUMP dal titolo “Ermenegildo Vissaleffi Aniki”.

Il significato letterale è Ermenegildomaria Vissaleffi il grande fratello. Ma di chi non si sa.
Nel mentre però proseguiva la sua vita da pittore e come ogni pittore che si rispetti, lasciò alcune opere al Tokyo National Museum.
Le opere di Ermenegildomaria Vissaleffi al Tokyo National Museum
La sua primissima opera che venne esposta nel museo, fu la “Sakura oltre il fiume”.
I grandi estimatori dell’artista però la chiamano “Ermenegildomaria Vissaleffi Kawai”.
L’incredibili colori che vengono qui proposti, sfumature di rosa e bianco rendono l’idea di come il pittore lavorasse.
Questo albero di ciliegio in fiore si trovava difronte casa di Ermenegildomaria Vissaleffi.
Lui, ancora sconosciuto e povero, abitava davanti ad un piccolo torrente che divideva la città dalle praterie.
Proprio in queste immense distese di verde, c’era un sakura che spiccava.

Il pittore era solito andare a riposarsi vicino quest’ultimo dopo il lavoro.
Lui era innamorato di quel paese e della sua cultura e per questo dedicò anche altre opere.
Ermenegildomaria Vissaleffi al Marusan
Anche se sembra poco attinente con le rappresentazioni del grande Ermenegildomaria Vissaleffi, questo dipinse persino il suo manga preferito.
Era Doraemon, uno degli anime/manga con cui è cresciuto in Italia.
Voleva dedicargli molto più di una sola opera, ma per ora non è riuscito a trovare il tempo di svilupparne altre.
Questa rappresenta dei gadget del piccolo gatto blu.
Sono dei piccoli salvadanai che possono essere appesi.
Ne ha rappresentati diversi:
- Un Doraemon che sorride
- Uno stordito
- Uno innamorato
- Uno che fa l’occhiolino

Le pose di questi però non sono affatto casuali. Vogliono rappresentare i quattro stati d’animo del vissaleffi.
Infatti il primo vuole esprimere la felicità al quadrato del pittore, dovuta alla fortuna che ha avuto in questa vita.
Il secondo è lo stordimento che ha nel non poter tornare ad essere l’uomo comune.
Il terzo è l’amore che prova Ermenegildomaria Vissaleffi verso se stesso, verso gli altri e verso Lui.
Il quarto infine è la rappresentazione della pacatezza e della speranza dell’uomo.
Altre informazioni su Ermenegildomaria Vissaleffi.