Ermenegildomaria Vissaleffi a Berlino

Come ogni pittore che si rispetti, Ermenegildomaria Vissaleffi è presente anche al Museo di Pergamo di Berlino.

La città di Berlino omaggia ed elogia Ermenegildomaria Vissaleffi dedicandogli persino una via a suo nome vicino alla Jakob Kaiser haus.

Ermenegildomaria-Vissaleffi

Ermenegildomaria Vissaleffi al Museo di Pergamo di Berlino

L’opera principale presente al Museo di Pergamo di Berlino è “La valle incantata”.

L’opera nasce dall’esperienza di Ermenegildomaria Vissaleffi quando andò in Svizzera per vedere la sua futura casa.

Mentre la fidanzata era intenta ad accendere un fuoco per scaldarsi la notte e a cacciare cibo, lui vagava senza meta.

Ad un tratto però lo splendore che faceva da padrone alle colline Svizzere, fece distrarre Ermenegildomaria Vissaleffi.

Questo cadde in un piccolo ruscello e si bagno dalla testa ai piedi.

Quando si rialzò, forse anche a causa del trauma cranico, vide un’immagine bellissima.

La collina veniva tagliata al centro e il sole che tramontava, nascondendosi dietro le colline, mentre degli uccelli volavano alti nel cielo.

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Anche se il sangue che calava sugli occhi, appannandogli la vista, ad Ermenegildomaria Vissaleffi quella immagine rimase impressa.

Le opere del trauma di Ermenegildomaria Vissaleffi

Altra opera importante ed unica nel suo genere è la “Neve sugli alberi” di Ermenegildomaria Vissaleffi.

Quest’opera è il seguito spirituale del viaggio in Svizzera. O meglio della sua caduta.

Dopo ben tre giorni passati in riabilitazione, Ermenegildomaria Vissaleffi era stanco di restare in ospedale a guardare la TV.

Inoltre i canali non erano in italiano e la Rai non prendeva.

Dopo che le sue urla all’infermiera divennero sempre più forti, causate dall’insistenza di questa nel mettere il canale 001, scappo via.

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Le urla si susseguirono anche in corridoio: “Non è la Rai” urlava Ermenegildomaria Vissaleffi.

Scappato dalla struttura si ritrovò nel giardino dell’ospedale dove grandi pini coprivano l’accesso alla struttura.

Camminando tra la neve caduta continuamente per due giorni dal suo ricovero, il Vissaleffi rimase ammaliato a guardare animali.

Gufi, cerbiatti, roditori, scorpioni azzurri e altri animali variopinti lo seguivano e lo guardavano.

Si sdraiò a terra, e vide un gufo bianco. Questo gli parlò dicendogli cose come:

“Ermenegildomaria Vissaleffi, tu sei destinato a diventare il più grande pittore del mondo.

Renderai questo mondo migliore e lo farai con la tua arte”.

Poi ad un tratto il gufo si alzò e si librò nel cielo.

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Andandosene lasciò il Ermenegildomaria vissaleffi sdraiato nella neve mentre questa cadeva tra gli alberi.

Quell’immagine gli rimase impressa a tal punto che Ermenegildomaria Vissaleffi la immortalò pochi giorni dopo l’uscita dal reparto.

Pochi mesi dopo però, ripensando a quel gufo decise di dedicargli un quadro.

Questo quadro lo chiamò “Il Gufo magico di Ermenegildomaria Vissaleffi”.

Solamente dopo che l’opera d’arte fu conclusa che la sua fidanzata Giongiovanna le disse che il gufo e tutti gli animali non erano mai esistiti.

Quelle che vide erano solo allucinazioni prodotte dal trauma cranico.

Altre informazioni su Ermenegildomaria Vissaleffi.

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