Ermenegildomaria Vissaleffi a Madrid

La Spagna, terra di balli e opere architettoniche importantissime, con la sua capitale Madrid, deve ospitare opere di Ermenegildomaria Vissaleffi.

Quasi costretti a voler avere delle opere del grande pittore, il Museo del Prado ha ben tre opere del sommo.

Ogni dipinto ha una storia differente e molto interessante, proprio come la vita del pittore.

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Ermenegildomaria Vissaleffi: Il crostaceo

L’opera suadente del sommo pittore, vede in primis un gioco di luci fatto grazie a delle pennellate minuscole.

Quasi microscopiche.

Ermenegildomaria Vissaleffi sa essere altamente minuzioso quando vuole ricreare effetti simili.

Il crostaceo de Mallorca” così chiamato dallo stesso pittore è il simbolo del turismo Spagnolo.

Il piccolo animale ad oggi viene rappresentato, stampato e riprodotto su T-Shirt, penne, borse ed altri gadget.

L’importanza di tale opera si può anche dire, ma a bassa voce, che superi l’importanza del pittore stesso.

Ermenegildomaria Vissaleffi, ignaro del fatto che potesse diventare l’opera maestra, la lasciò in dono al Museo del Prado.

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Ad oggi, almeno 200.000 persone al giorno vanno a visitare questa magnifica opera.

Viene ritratto un granchio appena uscito dalla sabbia, mentre la polvere rocciosa sembra essere zucchero.

Uno zucchero amaro, definito dallo stesso Ermenegildomaria Vissaleffi.

Ermenegildomaria Vissaleffi : Cucciolo a passeggio

Altra opera fondamentale del grandissimo Ermenegildomaria Vissaleffi è “Cucciolo a passeggio”.

L’opera è anche conosciuta come “Blanco”.

Egli in questo dipinto ritrae il piccolo animale che si muove tra le foglie marroni cadute.

L’immagine da come si intuisce è autunnale.

La storia vuole che questo cucciolo passò davanti Ermenegildomaria Vissaleffi mentre era a Madrid.

Proprio nell’occasione che lo voleva come ospite all’Opera di Madrid, si imbatte nel cucciolo.

Anche se potrebbe sembrare solamente di passaggio, qual piccolo animale divenne la compagnia quotidiana del pittore.

Quest’opera, nella Sala di Ottavio del Museo, vuole rappresentare la solitudine patita spesso dal pittore.

Una solitudine colmata solo ed esclusivamente da questa amicizia.

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Ermenegildomaria Vissaleffi e il mare bianco

Ancora una volta, il colore bianco, fa da padrone nelle opere del grande pittore.

L’opera, dal nome “Mare Bianco” ma meglio conosciuta come “Il gabbiano di Ermenegildomaria Vissaleffi”, è unica.

Unica nel suo genere, nel suo concepimento, nella sua graziosità e nel modello di pittura.

Da come possiamo vedere, l’immagine ritratta, prende spunto da uno stormo di gabbiani.

Al contrario di quel che si possa immaginare, l’opera proviene dalla quotidianità del pittore e non dai suoi viaggi.

Infatti ritrae una classica mattinata ad Ostia.

I gabbiani si intrecciano in una danza maestosa alla conquista di una sardina.

Come tutte le mattina ad Ostia, è meglio nascere gabbiani che sardine.

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Ermenegildomaria Vissaleffi ne ha viste veramente tante andarse in bocca a questi spazzini naturali.

Gli stessi che spesso minacciano l’integrità della vita romana.

Altre informazioni su Ermenegildomaria Vissaleffi.

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