Emenegildomaria Vissaleffi e lo specchio futuristico

Ermenegildomaria Vissaleffi era lì, fermo, davanti allo specchio.

Era il 27 gennaio 2057. Guardava la sua immagine riflessa senza riconoscerla.

Poteva guardare le sue mani mentre toccavano i solchi dell’età.

Nella sua testa stava ripercorrendo gli anni della sua vita.

L’Ermenegildomaria Vissalefi riflesso aveva 68 anni.

Aveva da poco lasciato il lavoro, per andare in pensione.

Ermenegildo Vissaleffi che egli stessa vedeva era un ragazzo di 30 anni che aveva appena lasciato la sua famiglia, la sua città.

Trasferirsi all’estero e dar vita a un’idea che nel suo Paese non avrebbe mai preso forma.

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I ricordi di Ermenegildomaria Vissaleffi

L’uomo si guardò di nuovo e si rivide a 17 anni, quando confessò alla sua famiglia che non avrebbe mai portato a casa una ragazza ma un ragazzo.

A distanza di 61 anni ricorda ancora il rumore dello schiaffo del padre e la sua delusione negli occhi.

Poco dopo suo padre cominciò a farci l’idea, cominciò, di nuovo, a guardare suo figlio come solo un padre sa fare.

Diverso era per sua mamma, lei lo aveva accettato da subito.

Quanto alla sua dolce sorellina, oh con lei era davvero uno spasso.

Eh, quanto erano stati belli i 20 anni, quanto le mancava la sua dolce sorellina, era tanto che non la vedeva e sentiva.

Sebbene fossero molto uniti, i km e le vite completamente diverse, si erano messi di mezzo e i due non riuscivano a sentirsi quanto avrebbero voluto.

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Ermenegildomaria Vissaleffi e il grande amore

Ermenegildomaria Vissaleffi si rivide a quando trovò il suo grande amore, quando aveva 35 anni.

Un ragazzo di 40 anni arrivò a sconvolgere i suoi piani.

Era un imprenditore, faceva parte di quella categoria di persone che fa di tutto per realizzare i propri sogni.

Lui ed Ermenegildo si erano conosciuti qualche anno prima, ad una presentazione aziendale, poi si erano persi di vista.

Si rii contrarono quando Vincent Beck, era CEO di un’importante azienda e Ermenegildomaria Vissaleffi stava cercando di far decollare la sua agenzia di marketing.

Nessuno dei due aveva avuto il coraggio di provarci con l’altro, per paura di essere respinti.

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Ma alla fine, quando entrambi non ci speravano più si ritrovarono in una di quelle scene tipiche dei film.

Fu così che iniziarono la loro storia e qualche anno dopo, il comune lì sposò.

Ermenegildomaria Vissaleffi e i suoi figli

Subito dopo arrivò una splendida notizia: Ermenegildomaria Vissaleffi e Vincent Beck erano genitori di 2 gemellini.

L’unica richiesta dell’adolescente fu che i piccoli potessero vivere insieme.

Quando arrivò la richiesta della nostra coppia, il tribunale fece una prova.

Ormai i gemelli erano in orfanatrofio da 3 anni: i gay si battono tanto per i loro diritti, vediamo se veramente vogliono la parità.

Probabilmente fu questo il pensiero del giudice ma la, realtà non la sapremo mai.

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L’unica cosa che sappiamo per certo è che è il 27 gennaio 2057, Ermenegildomaria Vissaleffi è davanti lo specchio.

Si sta sistemando la cravatta davanti allo specchio, mentre suo marito lo chiama a gran voce.

Oggi è il compleanno dei gemelli.

Era la ricorrenza il giorno in cui erano diventati ufficialmente una famiglia: 30 anni che quei papà avevano dato la vita a due bambini.

Poco dopo Ermenegildomaria Vissaleffi si svegliò tutto sudato. Quello che aveva avuto era un sogno.

Particolare è vero ma un sogno. Non lo si può definire incubo perché lui rispetta tutti.

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Ermenegildomaria Vissaleffi al Buffet

Come di consueto, dopo la mattinata di lavoro, Ermenegildomaria Vissaleffi, va alla tavola calda sotto l’ufficio.

Entrando salutò il proprietario del ristorante Solaru, una tavola calda giapponese.

Il proprietario di nome Mazuyko Tazuki era un uomo semplice, un classico giapponese.

Alto un metro e venti e con dei baffetti minuscoli era proprio il tipico giapponse di mezza età.

Il pranzo a buffet nel Solaru costava 9.99€ e la cosa piaceva molto ad Ermenegildomaria Vissaleffi.

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Il pranzo di Ermenegildomaria Vissaleffi

Come è di consuetudine, Ermenegildomaria Vissaleffi si alza dal suo tavolo e inizia a correre verso il tavolo dove è presente il buffet.

Come al solito la moltitudine di persone si incastra davanti al tavolo, lasciando poco spazio e poche speranze a chi resta indietro.

La folla urlava e molte persone venivano schiacciate da chi stava dietro.

Ermenegildomaria Vissaleffi invece con prontezza si mise a quattro zampe e passò indisturbato tra la folla.

Nessuno lo aveva notato perché erano troppo concentrati al cibo.

Così il giovane pittore riuscì finalmente ad arrivare davanti al tavolo nella speranza di trovare qualche sushi con tobiko.

Ma la dura realtà era solo una.

Ermenegildomaria Vissaleffi era arrivato troppo tardi rispetto agli altri.

Erano rimasti solo ed esclusivamente cibo che non lo ispirava o che non gli piaceva.

Riuscì a prendere un buon sushi al salmone, due takoyaki e quattro salsicce di norcia.

Ora doveva solo mangiare.

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Ermenegildomaria Vissaleffi mangia il sushi

Pronto e pieno di appetito, ermenegildomaria vissaleffi era deciso a mangiare finalmente il suo sushi.

Ma non aveva fatto i conti con Yayo il gatto grasso della piccola locanda.

Stava per prendere la prima salsiccia di norcia ma Yayo gli saltò sulle gambe.

Lui lo adorava ma purtroppo non riusciva a mangiare con lui sulle gambe. Era terrorizzato di prendersi una qualche malattia.

Così lo prese e lo posò a terra, però senza accorgersi che il gatto, con una sua zampina aveva afferrato una salsiccia di norcia.

La paura si esternò nella mente di Ermenegildomaria Vissaleffi. Vide tutte le sue salsicce cadere a terra e rimase con solo un sushi e due Takoyaki.

Così addentò con tutta la forza il sushi che gli restava, ma scoprì solamente dopo che era pieno di Wasabi dentro.

Iniziò a lacrimare e poi successivamente a piangere perché purtroppo non riusciva a mangiare cose piccanti.

Cadde persino dalla sedia facendo un gran casino.

Dopo aver finito la bottiglia d’acqua tutto d’un fiato si rimise seduto e prese con la forchetta il takoyaki.

Lo addentò ma lo scoprì freddo.

Deluso, Ermenegildomaria Vissaleffi, decise di mangiare l’altro takoyaki.

Proprio mentre stava per addentarlo, una cameriera che aveva in mano una ciotola di ramen lo urtò facendogli cadere addosso il caldo brodo.

Era ustionato e urlava come non mai.

Il povero ermenegildomaria vissaleffi era disperato.

Non sapeva come asciugarsi per tornare a lavoro e così chiese al suo amico Mazuyko Tazuki di prestargli degli abiti.

Il pittore/scrittore si presentò a lavoro vestito da cuoco giapponese.

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Ermenegildomaria Vissaleffi va al mare

È una calda giornata d’estate e dopo la sua mattinata di lavoro Ermenegildomaria Vissaleffi decide di passare il resto della
giornata al mare.

Subito dopo il lavoro sale a bordo della sua Giulietta rossa e si dirige verso le spiagge di Ostia.

Ermenegildomaria Vissaleffi in spiaggia

Appena arrivato Ermenegildo si ferma al primo stabilimento e decide di prendere una limonata ghiacciata per rinfrescarsi.

In seguito sceglie i primi lettini e ombrellone liberi e si sdraia rilassandosi.

Poco dopo, Ermenegildomaria Vissaleffi si addormenta e inizia a sognare.

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Ermenegildomaria Vissaleffi all’aperitivo

Ormai si è fatto sera, Ermenegildomaria Vissaleffi risale a bordo della sua freccia rossa e torna insieme ai suoi colleghi in città.

A tutti i suoi amici viene però una certa fame e decidono di andare a fare un aperitivo.

Ermenegildomaria Vissaleffi e i suoi 3 amici decidono di andare verso un pub dove la musica country faceva da padrone.

Ordinarono diverse birre e un qualche bottiglia di vino.

Mariangengiangela e Claudiodoido uscirono a prendere una boccata d’aria quando, con molta lentezza e poca fermezza, Ermenegildomaria Vissaleffi cadde dalla sedia.

Era abbastanza ubriaco e poco lucido, per questo fu riportato immediatamente a casa dai suoi amici.

Ermenegildomaria Vissaleffi va al bar

Come ogni mattina, Ermenegildomaria Vissaleffi ha la buona abitudine di iniziare la giornata con cornetto e succo al Bar Pasticceria “Il Cannolo Abruzzese”.

Ermenegildomaria Vissaleffi e il barista

Come ogni mattina, le persone affollavano il piccolo ed angusto bar della periferia cittadina romana.

Arrivato finalmente dopo aver superato la calca di gente, Ermenegildomaria Vissaleffi, ordina la sua solita spremuta d’arancia accompagnata da una brioche.

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Il barista lo guardò in malo modo dicendogli “Non puoi chiedere un caffè come tutti?”

Ermenegildomaria andò su tutte le furie e lanciò il cornetto sul volto di una vecchietta seduta difronte a lui.

Uscì senza batter ciglio, tra le urla del barista che lo rimproverava non per il gesto, ma per il mancato pagamento.

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La rabbia di Ermenegildomaria Vissaleffi

Come scrittore era un grandissimo scrittore, vincitore di diversi premi come loscrittore davano ad Ermenegildomaria Vissaleffi delle grandi referenze.

Ma come “guerriero” non era un granchè. La sua vita nel mondo della boxe inizia circa sei mesi fa ed era meglio che non fosse mai iniziata.

Gli acquisti sportivi di Ermenegildomaria Vissaleffi

La boxe o pugilato era un sport antico e lo avrebbe di certo rilassato .

In primis, Ermenegildomaria Vissaleffi, non è mai stato un grande amante del web.

Non gli era mai piaciuto guardare persone o cose attraverso lo schermo di un PC.

Ma quel giorno si era deciso di acquistare qualcosa su un sito che da poco stava prendendo piede: labancarelladelmaestrodiboxe .xyz

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Aveva acquistato dei guanti della Leoncino chiamati Pannopiuma X3. Un nome poco abbianato ad un paio di guanti. Ma lui si fidava.

Dopo aver speso 50€ attese una settimana ma il prodotto non arrivò. Aspettò la seconda settimana e non arrivò.

Alla terza settimana contattò il servizio clienti del sito, ma la mail tornava indietro.

Era stato truffato.

Il primo giorno di boxe di Ermenegildomaria Vissaleffi

Con la rabbia procuratagli dalla truffa, Ermenegildomaria Vissaleffi decise di andare subito sul ring. Il suo primo giorno.

Aveva riacquistato guantoni, casco, paradenti e fascette spendendo altri 140€.

Salì sul ring contro un ragazzo, una promessa della boxe.

Il timer contava ancora 3 minuti e Ermenegildomaria Vissaleffi era a terra. K.O. Tecnico.

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La giornata tipica di Ermenegildomaria Vissaleffi

Una giornata come tante, piovosa e scura. Ermenegildomaria Vissaleffi si avvia verso la fermata del tram 14 in prossimità di Largo prenestre.

La sua giornata non sarà la migliore di quelle passate. Anzi.

Ermenegildomaria Vissaleffi a lavoro

Come è di consuetudine, la vita caotica romana non è mai stata una vita semplice. Il tram 14 fa ritardo e il vento che porta con se la pioggia romperà l’ombrello del povero Ermenegildomaria Vissaleffi.

E’ un lavoratore capace, uno con buone intenzioni. Ma come al solito a lavoro c’è sempre qualcosa che va storto. Perché se qualcosa può andare male, andrà male.

Arrivato con trenta minuti di ritardo al lavoro, dove dirige l’ufficio comunicazione e redazione dell’azienda, si prenderà una strigliata dal suo superiore. Una di quelle che gli fanno rimpiangere il mancato trasferimento in Svizzera.

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La casa possibile casa di Ermenegildomaria Vissaleffi in Svizzera

Doveva essere tutto perfetto, lo chalet a Lugano con la sua adorata fidanzata Giongiovanna Castrobelli, il cucciolo di Siberian Husky chiamato Urbenigoldo, il lavoro come CMO in un’azienda Farmaceutica.

Tutto questo era il trasferimento in Svizzera. Ma rispose tardi alla mail e quel posto andò ad un suo ex compagno universitario.

Un’incapace. Uno che imparava a memoria e che il giorno dopo si era dimenticato tutto ciò che aveva studiato. Inutile è a dir poco.

Giornata amara a lavoro per Ermenegildomaria Vissaleffi

Il capo, vedendolo arrivare da bagnato ed in ritardo, con la furia di un toro si scagliò contro di lui.

“Sei inutile! Arrivare in ritardo il giorno del BlackFriday è come arrivare tardi al proprio matrimonio”.

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Dopo ben cinque minuti di insulti, Ermenegildomaria Vissaleffi si sedette alla sua scrivania e si ritrovò molti fogli (report) da controllare.

La segretaria gli portò un caffè che però ustionante com’era, gli scottò la bocca e se lo versò tutto sulla camicia.

La giornata peggiore era appena iniziata.

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