Ermenegildomaria Vissaleffi e il suo lato B

Ermenegildomaria Vissaleffi era un ragazzo gay, un bel ragazzo un con lato b fenomenale.

Ermenegildomaria Vissaleffi era il ragazzo di R un mio amico.

Scrivo di lui perché in quanto donna ho odiato quello che gli è successo ed è il mio modo di “denunciarlo”

Avevo conosciuto R a lavoro, oh lo adoravo, era la persona più buona, positiva e ottimista che avessi mai incontrato.

Sebbene per me non fosse un periodo molto roseo, lui era riuscito a tirare fuori il meglio di me, a farmi vedere le cose con una prospettiva diversa.

Parlare con lui era un toccasana.

Ermenegildomaria-Vissaleffi

Ermenegildomaria Vissaleffi e il cambiamento

Un giorno mi disse, entusiasta, che il su ragazzo sarebbe venuto a trovarlo a lavoro.

Non vedevo l’ora di conoscere il ragazzo di cui il mio amico parva tanto. 

Mi ricordo quel ragazzo alto, palestrato con gli occhi blu come il mare, timido da morire ma con un bel sorriso.

Insomma, per essere carino lo era.

Queste premesse sono doverose perché possiate capire cosa sia successo.

Avevo scambiato quattro chiacchere con i due, avevamo riso un po’ dopo i convenevoli.

Poi mi eri assentata per delle cose importanti da fare.

Al mio ritorno Ermenegildomaria Vissaleffi non era più lo stesso, era acido e scontroso.

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Ermenegildomaria Vissaleffi e la pacca

Uscimmo a fumare una sigaretta tutti e quattro insieme.

Potevo sentire che nell’aria ci fosse qualcosa che non andasse.

I discorsi della tizia, inoltre, erano molto strani, un mix tra retrogrado e disgustoso.

Era un disco rotto nel dire che voleva un amico gay.

Diceva “I gay erano persone sensibili” e altri discorsi simili che facevano intendere come se lei vedesse i gay come una specie a parte.

Vedevo che i due erano molto straniti.

Riuscivo a vedere le frecce che Ermenegildomaria Vissaleffi tirava a Lina.

R era diventato molto protettivo nei confronti del ragazzo, il quale non rideva più alle battute e ai commenti.

Seppi solo poco dopo, quando lei entrò a fare qualcosa, cosa fosse accaduto.

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Entrando Lina, aveva salutato, aveva guardato Ermengildomaria Vissaleffi e aveva esclamato “mazza che bel culo che hai”.

Accompagnando il tutto con una sonora pacca sul sedere.

Ovviamente lui si era sentito violato, cosa o chi dava il diritto a quella donna di toccargli il sedere?

Per quanto mi riguarda, anche toccare una spalla può essere violazione della privacy.

Per chi odia il contatto, lo odia a prescindere.

Da donna tutto questo mi ha fatto ancora più schifo perché dobbiamo combattere ogni giorno contro questi soprusi.

Ermenegildomaria Vissaleffi e il gioco di mano

La cosa che mi stupiva è che pochi giorni prima la stessa Lina si era lamentata con me e con R di un fatto simile.

In un altro posto di lavoro, un tizio era passato accanto a lei e le aveva dato una pacca sul sedere.

Aveva detto di essersi arrabbiata e non poco. La considerava una mancanza di rispetto.

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Quello che non riesco a capire è cosa le abbia dato il diritto di fare a qualcun altro quello che lei odiava.

Sono abbastanza sicura che, se glielo avessi fatto notare, mi avrebbe risposto che stava giocando.

Avrei potuto, allora, affermare che anche i maschi quando toccano le donne potrebbero dire di star giocando.

Il problema è che in entrambi i casi è una mancanza di rispetto, è quasi una violazione.

Ermenegildomaria Vissaleffi, e come lui tutti e tutte, è una persona e, in quanto tale, va rispettata.

Altre informazioni su Ermenegildomaria Vissaleffi.

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