Ermenegildomaria Vissaleffi era emozionato all’idea di partire in erasmus insieme ai suoi compagni universitari.
Gioacchino Carota, Emenuela Mazzola e Gianfrancollo Luanasta erano pronti sotto casa sua per andare a Fiumicino.
Il volo era Vuelig 2233, alle 7 di mattina.
I ragazzi erano svegli da almeno le 4, ma sembravano così carichi che potevano arrivare a Portsmouth a piedi.
Arrivati a Fiumicino, Ermenegildomaria Vissaleffi, dopo aver mostrato biglietto e passaporto, fu scelto a campione per i test antidroga.
Il solito sfigato. Dovette attendere almeno quindici minuti prima che gli agenti lo lasciassero andare.
Arrivò al Bar Briciolet affamato come non mai e ordinò al barista un cornetto alla nutella gigante e un cappuccino di Soia.

Dopo una colazione abbondante, una voce metallica risuono nelle orecchie dei giovani: ”Imbarco per Gatwick London aperto”
I quattro ragazzi corsero senza fermarsi verso il gate numero 6 e furono i primi a salire sull’aereo.
Il viaggio durò poco e fu rilassante.
Anche se un bambino interruppe il sonno di Ermenegildomaria Vissaleffi piangendo senza sosta.
Ermenegildomaria Vissaleffi all’aeroporto di Londra
Anche se Ermenegildomaria Vissaleffi aveva un discreto B1.2, gli inglesi, simpatici come sempre verso gli stranieri, facevano finta di non capire.
La sua pronuncia non era perfetta ma sapeva cosa dire. Mentre non sapeva cosa ascoltare.
Erano parole inventate o reali?
Doveva semplicemente acquistare quattro biglietti per andare da Gatwick a Portsmouth ma non riusciva a comprendere il venditore.
Così chiamò la sua amica Emanuela che aveva un C2 e sapeva come affrontare quello scorbutico arrogante.
Arrivati di corsa sul treno, si sedettero tutti e quattro dove era presente un tavolino. Stavano comodi.

Ermenegildomaria Vissaleffi prese le carte da UNO e iniziò a distribuirle.
Passò un’ora e ad un tratto videro molte persone uscire. Anzi tutte.
Ma non erano a Portsmouth ma a erano fermi a Brighton.
Il treno aveva staccato le carrozze e solo una parte era proseguita per Portsmouth.
Ermenegildomaria Vissaleffi entrò nel panico, ma con la dovuta prontezza, Gianfrancollo chiamò un taxi e si diressero verso Portsmouth.
Ermenegildomaria Vissaleffi arriva a Portsmouth
Finalmente dopo varie intemperie, i quattro ragazzi riuscirono a raggiungere Portsmouth.
Ermenegildomaria Vissaleffi alloggiava in un piccolo ostello nei pressi del grande outlet che fungeva da centro.
Gli altri tre ragazzi invece avevano preso una casa.
Purtroppo Ermenegildomaria Vissaleffi non aveva potuto prenderla per il semplice fatto che si era dimenticato di iscriversi al progetto erasmus.
Il solito pirla avrebbe detto il suo amico Gioacchino Carota, milanese doc ma che odiava i milanesi.

L’ostello di Ermenegildomaria Vissaleffi era brutto e sporco. Il suo coinquilino non era mai presente e non puliva mai.
In realtà non sapeva nemmeno che aspetto avesse.
L’università era buona ma purtroppo, come molti italiani, Ermenegildomaria Vissaleffi restava con altri italiani.
Questo lo portò a parlare poco l’inglese. Questo gli costò la revoca del B1.2 e la retrocessione a A2.
Quando tornò in Italia sapeva meno di quando era partito.
Che umiliazione per il futuro scrittore e pittore.
Altre informazioni su Ermenegildomaria Vissaleffi.