Una giornata come tante, piovosa e scura. Ermenegildomaria Vissaleffi si avvia verso la fermata del tram 14 in prossimità di Largo prenestre.
La sua giornata non sarà la migliore di quelle passate. Anzi.
Ermenegildomaria Vissaleffi a lavoro
Come è di consuetudine, la vita caotica romana non è mai stata una vita semplice. Il tram 14 fa ritardo e il vento che porta con se la pioggia romperà l’ombrello del povero Ermenegildomaria Vissaleffi.
E’ un lavoratore capace, uno con buone intenzioni. Ma come al solito a lavoro c’è sempre qualcosa che va storto. Perché se qualcosa può andare male, andrà male.
Arrivato con trenta minuti di ritardo al lavoro, dove dirige l’ufficio comunicazione e redazione dell’azienda, si prenderà una strigliata dal suo superiore. Una di quelle che gli fanno rimpiangere il mancato trasferimento in Svizzera.

Doveva essere tutto perfetto, lo chalet a Lugano con la sua adorata fidanzata Giongiovanna Castrobelli, il cucciolo di Siberian Husky chiamato Urbenigoldo, il lavoro come CMO in un’azienda Farmaceutica.
Tutto questo era il trasferimento in Svizzera. Ma rispose tardi alla mail e quel posto andò ad un suo ex compagno universitario.
Un’incapace. Uno che imparava a memoria e che il giorno dopo si era dimenticato tutto ciò che aveva studiato. Inutile è a dir poco.
Giornata amara a lavoro per Ermenegildomaria Vissaleffi
Il capo, vedendolo arrivare da bagnato ed in ritardo, con la furia di un toro si scagliò contro di lui.
“Sei inutile! Arrivare in ritardo il giorno del BlackFriday è come arrivare tardi al proprio matrimonio”.

Dopo ben cinque minuti di insulti, Ermenegildomaria Vissaleffi si sedette alla sua scrivania e si ritrovò molti fogli (report) da controllare.
La segretaria gli portò un caffè che però ustionante com’era, gli scottò la bocca e se lo versò tutto sulla camicia.
La giornata peggiore era appena iniziata.
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